Visualizzazione post con etichetta esteban e chiara. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esteban e chiara. Mostra tutti i post

martedì 7 dicembre 2010

Esteban?

Pensierosamente silenzioso, Esteban.
Smette di parlare, orecchie maldisposte in aridi cuori.
Le parole altrui su righe sbiadite, le sue, in un libro nero.
Senza mai rancori, senza odio nè perdono. Senza nulla da rimpiangere quando il nulla è un falso biglietto contrabbandato alla dogana per poi mai partire.
Silenzioso nel fare pulizia, c'era l'inverno e poi la primavera e poi quasi estate. E' bastato un gesto, affinchè tutto fosse cancellato. Per far riemergere ancora una volta l'egoismo di chi, condannato alla vita, vìola il ripettoso silenzio del mare.
Di Chiara non ha più notizie.
Eppure attorno a sè sembra tutto così meraviglioso.

martedì 3 novembre 2009

Esteban/09

 Si prese una pausa per un caffè, ma non sapeva da dove iniziare. Aveva parlato poco in quei giorni, poche parole alcuni errori. Esteban non aveva iniziato molto bene. Allora solo un caffè, preferì starsene zitto con il cuore e sorseggiare il nero, fumò e andò via, per sempre. Non complicò la cosa, la uccise sull’intenzione. Esteban aveva il cuore a pezzi e parlava a tratti e non c’erano ponti, ma il sangue si fermava lungo la diga.


Poche, sconnesse parole
I pensieri frenavano le intenzioni
Le intenzioni non avevano intenti
Parlare per poi ricominciare
Tessere qualcosa di invisibile
Sperare nei buoni intenti
Che il cuore si rimettesse a battere
il sangue a scorrere
ma la bocca frenetica
sorseggiava solo boccate di fumo
mentre il nero nel fondo
mi diceva che era ora di andare
per sempre
ricominciare ad amare, ma cosa?

sabato 17 ottobre 2009

Esteban/08

Tocca il caldo afoso di Agosto, se ne bagna a piene mani. La sabbia scotta ma lo rigenera di un umido sonno. Esteban si sveglia sulla spiaggia vestito così come si era addormentato. I bagnanti non fanno caso a lui. Discutono di stelle cadenti e di conti che non tornano. Un pallone ruota tra le sue gambe, rosso con righe gialle. Gli tira un calcio lanciandolo a mare. Esteban avrebbe voluto lanciare se stesso in mare, per andare lontano, il più lontano possibile, per portare il suo animo in un posto sicuro, dove gli occhi di chi ama non invocano pietà.


Non ti vedo da tempo
E non ne sento la mancanza
Combatto contro il caldo
Mi tiene occupato – e la mente non vola
Volava a grandi ali su territori sconosciuti
Amava di una donna di cui ha scordato il nome
Chiara? Era questo il tuo nome?
Ne amo un’altra ma ne conservo il nome, e il volto e i suoi baci
Scosto la sabbia, rugiada mattutina
Ho riperso Esteban, rapito da demoni sconosciuti
Rimetto la benda e ritrovo i miei mondi

lunedì 5 ottobre 2009

Esteban/07

Puoi farcela Esteban, ce la devi fare!
Scostò le lenzuola e scese dal letto. Si voltò a guardare il cuscino, fece un cenno con la testa: “Auguri Chiara”. Sotto il sole estivo ancora un giorno da ricordare. Poteva la sua vita essere ricordata per soli due giorni? Si, si disse di si e bevve tutto il caffé, in un sorso per non allontanare da sé il piacevole fumo di una sigaretta.


A grandi boccate respiro la mia vita
Conservo ricordi di cose lontane
E vivo, quelle vicine, da colofon di riviste
Allungo una mano e tocco il vuoto
Chiudo in pugno l’aria viziata da troppo fumo
Dovrei ricordarti, ma non lo faccio
Desidererei stringerti, ma non ci riesco
Non una parola, non un gesto
Ingoio ciò che vedo
Con occhi distratti da troppo vedere
Sei felice, ti sento lontana
Si avvicina con un sorriso
Un volto già ri-visto mille volte
Un volto che mi ricorda il tuo
Ma è solo il fumo di una sigaretta

mercoledì 9 settembre 2009

Esteban/06

Esteban aprì la porta di casa e la richiuse dietro di sé, gesto che non compiva da tempo, così come da tempo non pensava a Chiara. Ma l’amava, sapeva di amarla e sapeva che quel giorno solo lei poteva amare. Chiara davanti allo specchio pensava a suo figlio, un figlio partorito anni fa, in quello stesso giorno. Anche Chiara quel giorno sapeva di non poter amare nessun altro che Esteban. E lo fece, quel giorno Chiara amò Esteban.

In un giorno vivere una vita
Senza più mare, né nuvole
Ma solo un numero in primo piano.
Un numero scalfito
Su questo tavolo ubriaco
Bevo dal bicchiere circondato di anime
Ricordi in vita che ballano informi
Vedo ombre attorno a me, mi siedono accanto
Caldo, luce, cuore che scoppia
Conservo questa lacrima assieme alle altre
Si uniscono, solidali
In un canto d’amore

giovedì 22 gennaio 2009

Esteban/05

Esteban provò con forza ad allontanare la morsa che teneva la mano di Chiara. Non aveva muscoli, solo pretesti. Contraddiceva le sue parole con gesti inopportuni. Sempre più stretti i passaggi pieni di gente, le strade affollate da auto, luci come stelle sulla città. “SOFFOCO!!!!!!” Esteban camminava, voleva stare fermo ma camminava. Sempre così, faceva sempre quello che non avrebbe voluto fare oppure, più semplicemente, non riusciva a fare ciò che desiderava.


Desideri chiari e distinti
Affollano il mio animo
Ne conto tanti, infiniti
E li conosco per nome
Li chiamo ad uno ad uno
Sempre presenti, affabili e sorridenti
I gesti, ahimé, sempre inopportuni
E li ri-conosco per nome
Li chiamo ad uno ad uno
Sempre presenti, fuori luogo, pietosi

sabato 6 dicembre 2008

Esteban / 04

Per strada sentiva la sua voce, riecheggiava momenti lontani, ma non riusciva a decifrarla. “Ti ascolto, parlami ti prego”. Si fermò ad ascoltare, cercava di capire da dove provenisse quella voce, la sua voce. Impazziva, doveva farlo, non voleva ma era necessario. Sarebbe ricaduto nel baratro, avrebbe rimesso la benda, avrebbe rincontrato il demone. Ma lo fece. Esteban fece ciò che sentiva di fare, e lo fece con tutte le sue forze, con tutto il suo fiato gridò: “Chiara ti amo”


Giallo profumo di parole
Ascolto tra la folla festante
È festa ed io gioco
Mi ritrovo a parlare di cose non mie
Mi fermo ad ascoltare parole tue
Ti chiamo Chiara e non voglio una risposta
Ti vedo distratta e so chi cerchi.
Bella Chiara con le sue labbra serene
Strappagli il mantello che mostra la forza
E leggi con gli occhi chi ti porta la mano


sabato 22 novembre 2008

Esteban/03

Ripensava a quei 40 passi, 40 passi fatti all’indietro in un solo istante. Un attimo, un pensiero, un bacio e più nessuno vide. Ci vollero giorni prima che riaprisse il frigo, lo fece e si cibò di leccornie mai assaporate. Gli odori divennero intensi, freschi come Marzo appena sbocciato. Demone mi manchi, pensava spesso, ma i baci profumati e le carezze sulla pelle distoglievano i suoi pensieri. Lo disse più volte, e lo ripeteva a gran voce: Esteban, Esteban, Esteban. Non solo una voce pronunciava il suo nome, ma due… e l’altra era una voce mai udita.


Mi hai detto ti amo
E non l’ho creduto
Le ho detto ti amo
E non l’ho creduto
Mi ha chiamato Esteban
E sono rinato
Con amore mi sento chiamare
Con passione rispondo a lei
Le stringo forte i fianchi
Sento la carne voluttuosa di piacere
Quante volte dovrò rinascere per potermi ritrovare?
Riesco a sorriderti ma non più a dirti ti AMO
Eppure io un giorni ti chiamavo Chiara

giovedì 13 novembre 2008

Esteban/02

Decise di amarla e per questo andò via.
No! Era ancora lì. Sapeva che per amarla doveva allontanarsi, e subito. Ma era ancora lì.
La mano prima e il viso poi .
Vai, corri Esteban, gli odori ti aspettano. Non chiudere gli occhi, non abbracciarla, non baciarla. Esteban si ritrovò li, con addosso il cappotto e con le labbra a baciare le sue, di Chiara.


Ti amo e ti voglio
Ti cerco e ti sento
Ti stringo e ti bacio
Ho richiuso gli occhi e ti ho rivisto
Da bravo discepolo ho rimesso la benda
Profuma febbraio di campi di Maggio
Scotta il sole del Sud mentre
Parlo con bagnanti distratti
So dove sono, so cosa sento
Riavvolgo il nastro e divento bambino
Non ho più la mia casa
Non mi cibo di cattivi odori
Di una benda sono lo schiavo
Chi cerca le mie mani più non le trova
Chi osserva i miei gesti ora li critica
Se solo riuscissi a vedere
Se solo riuscissi a dire
Esteban

domenica 2 novembre 2008

Esteban/01

Esteban posava la sua mano sulle gambe di Chiara. Le diceva di non guardarlo, ma di amarlo. Il frigo davanti a lui, in cucina, non lo apriva da giorni. Era vuoto, o pieno. Non lo poteva sapere. Lo immaginava? No, non più! Esteban aveva occhi aperti e vedeva Chiara.


Con occhi chiusi il mio mondo
Mi circonda/inebria/ammalia
Demone dai lunghi artigli
Non serbi più bende per me
Ti vedo e sei sparito
Ci vedo e non ti sento
Tocco il reale e mangio cattivi odori
Odori sotto casa
Casa al quarto piano
Per le scale mi ritrovo giù
Sento e non chiudo gli occhi